2014/03/31

Arte inGrata "Liberi di.." Regia di Gianni Battaglia


Compagnia dell’Arte inGrata
“Liberi di…”

Spettacolo di Teatro-canzone

Regia di Gianni Battaglia


Considerazioni a margine di Gino Carbonaro



Il 27 marzo 2014, la compagnia dell’Arte inGrata, ha presentato “Liberi di…  spettacolo di Teatro-canzone
realizzato nel Teatro del Penitenziario di Ragusa.
Regia e progetto teatrale erano di Gianni Battaglia, su opportuno suggerimento del Direttore della Casa Circondariale dr. Santo Mortillaro e della dr.ssa Rosetta Noto, Capo Area Trattamentale e coordinatrice del progetto.  Supporto molto importante è stato dato dalle  proff. Angela Barone, Giusy Sirena, Maria Stella,
docenti presso il Penitenziario di Ragusa
che nel Teatro del Penitenziario hanno recitato insieme ai Detenuti.
La scenografia era di Mariagrazia Zago, la coreografia di Pina Fiore.
La sarta era Angela Fontanella.
Musicisti:  Gianni Guastella, musicoterapeuta (canto, chitarra e direzione del coro), il fisarmonicista Giuseppe Sarta e il batterista Younes Mnasser. Al flauto Giusy Sirena.
Collaborazione tecnica e ottimizzaione interpretativa:
Alessandro Tambè.


ATTORI e interpreti, che calcano la scena:


Vincenzo Argentino
Francesco Asonte
Fabrizio Bella
Antonio Di Mari
Francesco Giliberto
Giovanni Giordano
Baldassarre Giunti
Carmelo Mirabella
Younes Mnasser
Marco Nuncibello
Andrea Sanna
Daniele Sapienza
Alessandro Tambè
Giovanni Vespa
e le tre professoresse sopra citate.



Lettera aperta al regista Gianni Battaglia


Gianni ciao,


Lo spettacolo?  Una sorpresa.
A partire dai titoli: “Arte inGrata…” “e Liberi di…”  
Un incanto. Una esperienza forte. Anzi fortissima.
Per me, per noi, per gli spettatori. Per tutti.


Lo "spettacolo" poteva essere guardato da molti punti di vista.
Ma, ce ne era uno importantissimo (punto di vista).
Il fatto che lo spettacolo si svolgeva all'interno di una Casa Circondariale.
Cioè in un carcere. E gli attori erano gli stessi Detenuti.
Cioè, persone che grondano umanità
e con le quali la collettività ha anche un debito,
che forse affiora nel profondo con un senso di colpa.


Mi viene in mente l'episodio dell'Adultera nel Vangelo di Marco.
I Farisei conducono davanti a Gesù una adultera sorpresa in fallo
e gli chiedono se ritiene che debba essere lapidata.
Così come detta la Legge di Mosè.


Gesù risponde: "Chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra".
I Farisei si allontanarono.


Ora, noi, a modo nostro siamo Farisei.
Quando scagliamo le pietre delle condanne.


Tu rubi una mela al supermercato.
Una confezione di caramelle.
Vieni sorpreso “in fallo”, con il corpo del reato.
e sei punito. Se recidivo, vieni condannato.
Dura lex, summa iniuria.
Tu, impiegato del Comune vai a fare la spesa,
negli orari di ufficio,
passi le mattinate a raccontare barzellette
ai tuoi colleghi d'ufficio,
non consegni in tempo i certificati ai cittadini
che ne fanno richiesta,
non rispondi al telefono,
e ritieni di non rubare.


Alti funzionari di uno Stato in crisi
vengono mensilmente sepolti da montagne di denaro pubblico,
ma nessuno parla di furto o di sottrazione indebita
di denaro pubblico.
Sproloquiare con i colleghi nelle ore di lavoro
non è reato.
Ricevere il pubblico tre volte la settimana
per poche ore
e non lavorare negli uffici pubblici?
Non è reato.  
Non andare a lavorare con la scusa di un raffreddore
Non è furto.
Ritirare lo stipendio che non ti sei guadagnato?
Non è reato. Però?
Però ritieni di poter condannare chi ruba la mela
che magari vive l’angoscia di una realtà malata.


E’ proprio vero che la ragnatela acchiappa
gli insetti piccoli, mentre i calabroni la sfondano.
 
E' così che si spacca la società.


Da una parte noi, i buoni, gli onesti.
i colletti bianchi. Le superpotenti anguille sociali.


Dall'altra parte i cattivi.
I pregiudicati.


Perché solo loro sono colpevoli.
Quelli che sono detenuti all’interno di un carcere.
Poi? Di tutte le erbe un fascio.
I mass media fanno il resto.


E, la nostra coscienza a posto. I nostri sogni  tranquilli.
Nella nostra mente non c'è spazio per pensare ai peccatori.


La legge, i giudici, la polizia hanno sempre ragione.
La legge è sovrana.


Ma, le cose non stanno propriamente così.
E non mi piace neppure il termine "rieducazione",
perché non vedo chi può insegnare, né chi sarebbe il rieducatore.


La lezione invece l'hai data Tu,
l’avete data Voi con la vostra idea,
con il vostro progetto,
con tutto lo staff che ha collaborato.
Mi riferisco ovviamente/certamente/sicuramente
“in primis” al coraggiosissimo
Direttore ("D" maiuscola) della Casa Circ.,
al dr. Santo Mortillaro
che ha ratificato e sostenuto l’idea.
E ancora alla dr.ssa Rosetta Noto.


Ho ancora  negli occhi
l’immagine della signora Rosetta Noto  
che alla fine dello spettacolo
era commossa
e, tra le ovazioni del pubblico,  
non sapeva chi ringraziare.
Se il regista, se il pubblico,
se lo staff.. e gli stessi Detenuti.


Ma era sinceramente felice
per essere riuscita (in questa società infida)
a realizzare forse un suo sogno nel cassetto
Perché, si sa, la nostra vita, è a rischio.


Ma, tornando al Vangelo, Lui,  il direttore Mortillaro
e tutti Voi, ai miei occhi, ai nostri occhi,  
siete stati i buoni Samaritani
che vengono incontro a chi ha bisogno.
A chi ha bisogno di ricostruire la immagine lacerata di se stesso.


La lezione? E' di etica. Di mo-ra-le,
la cui parola è
per i 5/6 anagramma di a-mo-re.  


Voi avete convocato i vostri potenziali attori.
Avete esposto il progetto.
Li avete coinvolti.
Li avete fatti uscire dalle loro celle,
dove lontani dal mondo sono dimenticati dalla società
e li avete chiamati per nome,
li avete fatti diventare parte di noi.


Avete costruito un cenacolo.
Con loro avete dialogato. Avete camminato insieme.
Avete messo in pratica l'astratto concetto di rispetto e di dignità.


Ma qui, in questo pomeriggio, un ruolo importante è stato rappresentato dal pubblico che è stato invitato a visitare il Penitenziario
ed è venuto incontro a loro.


Le porte del carcere si sono aperte con cautela e discrezione
e un vento di umanità è venuto a vivificare la bellezza del vostro progetto.
Qui ci viene in aiuto il Profeta. Se Maometto non va alla montagna,
la montagna va a Maometto. Così, quella sala che fungeva da Teatro, per qualche ora si è trasformata in un Tempio, e tutti i presenti abbiamo partecipavato a un rito. Religioso. E l'atmosfera era sacrale, gioiosa.
Di riscatto.


A questo punto, l'evento chiama in causa la filosofia.
Il senso dell'esistere. I rapporti degli umani. Fra di loro. I rischi che si corrono nel navigare in acque sconosciute.


Per questo, io non riuscivo a vedere la forma dello spettacolo,
i suoi equilibri estetici, assorbito come ero nel godere la bellezza del contenuto. E la gioia dei Detenuti.


Ma tu, Gianni sei stato grande. Perché come un sarto di professione
hai cucito un vestito su misura ai tuoi interlocutori,
così come ti suggeriva la Direttrice dr.ssa Mortillaro.


E hai fatto come la madre di Pulcinella. Che non potendo fare diversamente ha preso frammenti di  stoffa e li ha cuciti insieme per creare un capolavoro di vestito. Così hai fatto proprio tu.
Dal nulla, dal niente, hai fatto una poesia.
Una sola poesia? Un verso per ciascuno degli attori.
Soluzione geniale e funzionale che creava una comunione fra i protagonisti. Dico fra i detenuti.
Alla fine, il vestito.
Bellissimo.  
 
Mi fermo. Per dirti che se tutti facessero come Voi,
come ha suggerito il Direttore, come ha consigliato
la dr.ssa Rosetta Noto,
il mondo sarebbe diverso.


In ogni caso, dopo questo esperimento
nessuno sarà più lo stesso.


A ragione, i giapponesi dicono: "Ichi go, ichi e".
Dopo ogni incontro nessuno è lo stesso di prima.


Con la stima di sempre e i miei complimenti a tutti:
Al Direttore Mortillaro per primo, alla dr.ssa Noto,
agli orchestrali, Gianni Guastella  e Giuseppe Sarta,
al delicato batterista, alle tre attrici e cantanti, bravissime;
a tutti i militari, gentilissimi e forse anche loro contenti
per avere contribuito alla realizzazione di evento non comune,
grande, bellissimo, per la sua umanità.
Per tutti. Grazie ancora,


Gino il Carbonaro  
a Gianni (sempre in) Battaglia.
Sempre in prima linea.
 
P.S. Quando incontri il dr. Mortillaro, la dr.ssa Noto, le proff.,  gli orchestrali, i (cosiddetti) Detenuti salutali tutti  a nome mio e ringraziali anche a nome di Claire, mia moglie, che era commossa non poco alla fine dello spettacolo.


    


Risposta di Gianni Battaglia 
al mio email e alle mie considerazioni
     
Carissimo grande Gino, grande sempre, grande come sempre. Hai letto tanto in questo progetto, molto di più sicuramente di quanto siamo riusciti a leggervi noi che pure vi abbiamo lavorato. Ho aperto la posta elettronica qualche minuto fa perché nel corso della serata sono stato distratto da altre cose. E questa riflessione tua l'ho "bevuta" d'un soffio. Domani mattina la rileggo con calma perché di essa non voglio perdere nulla: è troppo ricca di spunti e di motivi umani, filosofici, estetici... per ritenerla una semplice riflessione da "dopospettacolo". E un saluto anche alla signora Claire nei cui occhi, quando ci siamo salutati, ho letto una densità di contenuti che si riscontrano solo in persone di grande spessore umano e riflessivo. Un abbraccio. A domani
Grazie, grazie
Gianni.

2014/02/27

ARGILLA & Scoperte dell'umanità


Argilla & Terracotta

Grandi scoperte dell’Umanità

          
   Il cammino dell’uomo su questa Terra è costituito da una catena ininterrotta di scoperte. Ogni nuova scoperta è servita

  • ad allontanare l’uomo dallo stato di natura, che lo poneva sullo stesso livello degli altri animali. Ogni scoperta è servita per
  • migliorare la qualità della sua vita.

1. La scoperta del fuoco 

Fra le grandi scoperte dell’umanità, c’è il fuoco che è servito all’uomo arcaico


1. Trogloditici nell’atto di accendere il fuoco

  • per riscaldarsi         
  • avere luce di notte
  • cucinare cibi
  • tenere lontani gli animali
  • fondere metalli

2. Agricoltura! Rivoluzionaria scoperta dell’uomo

    Dopo il fuoco, l’agricoltura è un’altra grande scoperta dell’umanità, e nasce quando l’uomo scopre che la riproduzione delle specie dipende da un seme che può essere messo a dimora nella terra.  


2. Semi di vita

   Quando l’uomo scopre che può gestire la riproduzione di un cereale (orzo, farro) e scopre ancora che viti e ulivi e altre piante possono essere implementati, allora  nasce l’agricoltura.           
                                     

3.  Uomo arcaico con aratro

3. Con la scoperta dell’agricoltura l’uomo rivoluziona il suo  
modo di vivere.
   
   Prima di questa scoperta, l’uomo viveva di quanto offriva spontaneamente la natura: erbe, radici, frutti, miele, caccia.


4. Uomini primitivi che cacciano  

    Ma, in questa ricerca quotidiana delle fonti di sopravvivenza l’uomo era costretto a muoversi, a cercare, a camminare.

    Invece, quando  l’uomo impara a dissodare la terra, quando l’uomo mette a dimora dei semi, allora è costretto a fermarsi..  

  • per proteggere i germogli,
  • per aspettare il tempo del raccolto,
  • per difendere il frutto del suo duro lavoro,
          ma soprattutto perché
  • non può trasportare i frutti del raccolto.
   Frumento, orzo, vino, olio hanno bisogno di essere conservati e protetti, dunque necessitano  di  contenitori 
               
5. Giare/contenitori, da culture e tempi diversi


   Ed è in soccorso dell’agricoltura che arriva benefica la scoperta dell’argilla e successivamente quella della terracotta.
         La prima creatura dell’argilla fu probabilmente una statuina  in forma umana, forse una donna dal grande sedere ad indicare il bisogno di abbondanza di mezzi di sopravvivenza.

6. Divinità femminile in argilla
   
La statuina fittile è servita all’uomo primitivo per avere l’illusione di una protezione da parte di una entità potente, dotata di potere magico. Ma l’argilla (attenzione) dovette pure sembrare una sostanza magica, se poteva essere modellata e modificata per prendere l’idea che l’uomo aveva nelle mente.
   Difatti, se ciò che è nella mente dell’uomo viene fuori, e da idea si può materializzare, grazie all’argilla, questo fatto, per l’uomo primitivo è certamente magico. Difatti, chi ancora oggi modella l’argilla,il ceramista,  è considerato un creatore.
   
  Sempre dalla argilla impastata con acqua verrà modellata la prima ciotola, che messa accanto al fuoco si asciuga, si indurisce, diventa ancora più capace di contenere un liquido, agevola una delle funzioni dell’uomo.


7. Ciotola greca

       La ciotola! Questo elemento semplice, ma importantissimo che ancora oggi è amato dai ceramisti. Ed era altresì amato dai ceramisti greci che solevano dire agli allievi: “Impara a far ciotola! Poi andrai avanti”
      Dopo la ciotola sarà il momento dei recipienti di acqua, poi della giara dalla forma ispirata dal guscio resistentissimo dell’'uovo

8. Giara nella forma di uovo


maestosa, quasi madre che custodisce nel suo utero, il frutto che è vita: vino, olio, acqua, cereali che vengono difesi dall’attacco dei topi, antichi nemici dell’uomo. Perché la terracotta non è solo un contenitore, ma è altresì una struttura che difende il prodotto. E poi ancora, lucerne, pentole, mattoni per la costruzione di case, tegole, sarcofagi

9. Sarcofago etrusco in terracotta

Villaggi di argilla

I villaggi che si formeranno lentamente presentano sempre l’uso dell’argilla, di questa pasta duttile, che prende la forma che l’uomo desidera. Si ha l’impressione che senza l’argilla e i prodotti da lei derivati, l’agricoltura non avrebbe potuto avere il progresso che ha avuto.

    

10. Villaggi con case in argilla (Africa sahariana)

   Comunque, l’uomo che fonda la sua economia sulla agricoltura è costretto a aggregarsi con altri uomini. E’ l’agricoltura che fa nascere le società. Difatti, gli uomini che vivono insieme hanno bisogno di leggi, che devono essere fissate su un supporto: su una pietra, su un quadrato di pelle, o anche su una tavoletta di argilla.

        

11. Mosè sul Monte Sinai con i Dieci Comandamenti

Le prime leggi, che conosciamo sono quelle che Dio consegnò a Mosè sul Monte Sinai ed erano scolpite su tavole di pietra. Si tratta dei Dieci Comandamenti. E per molto tempo la scrittura ebbe come supporto la pietra, ma . Ma non tutti sappiamo che il lavoro per preparare la pietra e scolpirla era, ed è tuttora,  molto faticoso.

       Le altre leggi, che conosciamo furono dettate dal re assiro Hammurabi, 1700 anni prima di Cristo. Ma, ora le leggi furono stilate/scritte su argilla morbida,


12. Scrittura cuneiforme assiro-babilonese su tavolette di argilla  

dove, per scrivere bastava fare uso di un semplice listello di canna affilata, che sostituisce il necessario scalpello della pietra.

         L’uso di tavolette di argilla dimostra quale è stato il salto in avanti della civiltà. La scoperta dell’argilla come supporto per scrivere, può essere paragonata per i tempi alla scoperta dell’odierno computer. Si pensi al tempo risparmiato dagli scribi per vergare la scrittura. Stirare un foglio di argilla era forse più semplice che fare oggi un foglio di carta.

           Su tavolette di argilla furono scritti velocemente importantissimi libri di sapienza antica, giunti fino a noi, e furono stilati atti notarili e passaggi di proprietà, ma i cretai non costruivano solo tavolette corrispondenti alle pagine di un nostro quaderno, ma costruivano tutto quanto poteva servire all’uomo: lucerne, sedie, mattoni per edificare case e pavimenti, tegole per le coperture delle case, vasi di ogni genere, piatti, scodelle, e così via.

13. Manufatti in terracotta di origine e culture diverse
e lontani fra di loro nel tempo e nello spazio
                           
Mille usi dell’argilla

       Oggi sappiamo che tutte le civiltà hanno conosciuto una “Era della argilla-cotta” (terracotta) dalla quale ancora oggi non siamo ancora usciti, malgrado la scoperta della plastica.
  • ll Giappone e i popoli dell’Africa Sahariana fecero uso di manufatti di argilla già 14 mila anni prima di Cristo.
  • Cina, Egitto, popoli Maya e Aztechi hanno conosciuto l’uso dell’argilla da tempi antichissimi con funzioni diverse.  

  Ma, va ricordato come utile curiosità che


14. La Grande Muraglia Cinese

            La Grande Muraglia Cinese costruita per volere del primo imperatore cinese Qin Shi Huang, lunga 8852 km, larga e alta oltre dieci metri, è interamente costruita con mattoni di terracotta. una muraglia che per i tempi fu cotruita in tempo record proprio perché furono usati grandi mattoni di terracotta.
       E va ancora ricordato che lo stesso imperatore Qin Shi Huang fu ancora colui che ordinò di costruire un intero esercito di soldati, statue ad altezza d’uomo, e cavalli che avrebbero dovuto proteggerlo nell’altra vita (afterlife).

    
15. Esercito di guerrieri in terracotta                                      
(Cina 2° sec. B.C.)

Ma, statue e cavalli, forse diecimila esemplari, sono tutte in terracotta.  Ancora in terracotta sono molti bassorilievi assiro-babilonesi (a parte l’alabastro), e di terracotta furono molti dei teatri romani, per esempio quello di Taormina in Sicilia  


16. Teatro greco- romano di Taormina
  
Ma, va ricordata ancora la immensa produzione di vasi e giare della civiltà egeo-cretese


17. Giare egeo-cretesi

vasi  di quella greca, maltese castellucciana


18. Sculture maltesi in terracotta


che si è sviluppata nella parte meridionale della Sicilia, migliaia di anni prima dell’arrivo dei Greci, civiltà che non conosciuta dai Greci che in Sicilia approdarono cinque secoli prima di Cristo.

      Per l’uomo arcaico e primitivo, ma forse anche per un ceramista di oggi, l’argilla sembra possedere  qualcosa di magico, di sublime. Il rapporto che l’uomo ha con l’argilla non è lo stesso che l’uomo ha con la pietra. Per modificare la pietra, lo scultore è costretto a usare la forza: martello, scalpello, oggetti di ferro. Il rapporto uomo-pietra è una guerra.

  Invece, il rapporto che l’uomo ha con l’argilla è un atto di amore, dolce, certamente sensuale, fatto con le mani, direttamente, senza intermediari. L’argilla simula la parte migliore della vita. La possibilità di plasmare con dolcezza, con amore, dove ciò che è dentro di noi può venir fuori, vedere la luce, materializzarsi, prendere corpo e farsi vita: la vita di una idea.


19. Mani di ceramista al tornio
       
       Di tutti i materiali esistenti, l’argilla è quella che si ama di più. Si può capire per questo, perché Dio abbia scelto l’argilla, ( la “Terra dei vasai - kéramaiòs”). per creare Adamo ed Eva. Dio, dapprima modella la sua creatura, poi gli dà il soffio della vita e si fa creatura.



20. Dio crea Adamo ed Eva

Ogni ceramista, rivive forse il momento di una creazione divina ogni qual volta plasma, modella l’argilla, questa materia sconosciuta, ma da tempi antichissimi usata anche per le sue qualità farmacologiche, e oggi largamente adottata dalla medicina omeopatica.

                                                                                                           
Gino Carbonaro